Modalità racconto
Las Meninas
Velázquez costruisce un ritratto reale attorno alla domanda su chi stia guardando chi.
- Un vasto atelier si apre attorno all’infanta Margherita.
- L’infanta, vestita di bianco, è tra due dame.
- Velázquez si ferma accanto all’alta tela sulla sinistra.
- Il re e la regina appaiono soltanto nello specchio sulla parete di fondo.
- José Nieto si ferma sulla soglia luminosa dietro il gruppo.
- Diverse figure guardano verso l’esterno, attirandoci nella stanza.
Las Meninas è un dipinto del 1656 di Diego Velázquez che raffigura la giovane infanta Margherita tra le sue damigelle d’onore e i servitori di corte, con lo stesso pittore davanti a un’enorme tela e il re e la regina riflessi in uno specchio; è esposto al Museo del Prado di Madrid.
Che cosa raffigura Las Meninas?
La stanza si apre attorno all’infanta Margherita, alle sue dame e a un pittore al lavoro. La luce entra da destra e mette in risalto le figure contro la profondità dell’interno. Sembra che siamo arrivati nel mezzo di un incontro.
Velázquez dipinse Las Meninas nel 1656. L’opera riunisce un ritratto di gruppo, una scena d’atelier e una domanda sull’atto di guardare. Le persone sono identificabili, ma la situazione precisa continua a suscitare letture diverse.
Il Museo del Prado, proprietario del dipinto, spiega che fu realizzato nel 1656 nel Cuarto del Príncipe dell’Alcázar di Madrid, proprio la stanza che raffigura. La maggior parte delle persone attorno all’infanta fu identificata dallo scrittore d’arte Antonio Palomino, la cui storia dei pittori spagnoli, pubblicata nel 1724, dedicò a Las Meninas una sezione a sé, l’unica opera trattata in quel modo. (Museo Nacional del Prado)
Chi sono i personaggi di Las Meninas?
L’infanta si trova vicino al centro, tra le sue dame. Una si inginocchia per offrirle un piccolo recipiente, mentre un’altra si china verso di lei. I loro movimenti concentrano l’attenzione sulla bambina senza far scomparire il resto della stanza.
Secondo il Prado, l’infanta è servita da due meninas della regina, ossia damigelle d’onore: María Agustina Sarmiento e Isabel de Velasco. A destra ci sono Mari Bárbola e Nicolasito Pertusato, che stuzzica un mastino; dietro di loro la dama di compagnia Marcela de Ulloa sta accanto a un guardadamas, o accompagnatore, e il ciambellano José Nieto attende sulla porta in fondo. (Museo Nacional del Prado)
A sinistra, Velázquez è accanto a una grande tela di cui non vediamo la superficie dipinta. Ha fatto un passo indietro con gli strumenti in mano. La sua presenza rende la pittura stessa parte della scena di corte, dando all’artista un posto tra i membri della casa reale.
La croce rossa sul petto di Velázquez è l’insegna dell’Ordine di Santiago, che egli ricevette soltanto nel 1659, tre anni dopo il completamento del dipinto. Secondo Palomino, fu il re a ordinare di aggiungerla dopo la morte dell’artista, e alcuni dissero che l’avesse dipinta Filippo in persona. Dalla cintura di Velázquez pendono le chiavi dei suoi incarichi di corte: nel 1651 era stato nominato ciambellano di palazzo, una carica che gli dava prestigio ma gli lasciava poco tempo per dipingere. (Wikipedia)
José Nieto si ferma sulla soglia luminosa in fondo. Non possiamo sapere con certezza se stia arrivando o uscendo. La luce che lo circonda apre un altro percorso nella stanza e conduce l’occhio in profondità.
Chi si riflette nello specchio di Las Meninas?
Il re e la regina appaiono nel piccolo specchio sulla parete di fondo. I loro riflessi suggeriscono uno spazio oltre la scena visibile. Ci invitano a chiederci dove potrebbe trovarsi la coppia reale e come il nostro punto di vista si rapporti al loro.
Il Prado identifica i volti nello specchio con Filippo IV e Marianna d’Austria, i genitori dell’infanta, che osservano la scena; legge il momento come una pausa dell’infanta e dei suoi servitori all’arrivo dei sovrani. Per il museo, lo specchio trasforma il quadro in una riflessione sull’atto del vedere, che invita chi guarda a considerare i confini tra pittura e realtà e il proprio posto nella scena. (Museo Nacional del Prado)
Dove si trovino i sovrani è stato a lungo discusso. L’opinione più diffusa è che stiano posando per la tela che Velázquez sta dipingendo, sicché il quadro mostra la stanza dal loro punto di vista; gli storici dell’arte H. W. Janson e Joel Snyder hanno invece ipotizzato che lo specchio rifletta il ritratto sulla tela nascosta di Velázquez. Nessuna teoria ha ottenuto un consenso unanime. (Wikipedia)
Le figure non guardano tutte nella stessa direzione. Alcune si occupano dell’infanta, alcune guardano verso l’esterno e altre sembrano assorte nelle proprie azioni. Questo intreccio fa apparire la scena momentanea, benché la sua disposizione sia attentamente controllata.
Che cosa accadde a Las Meninas dopo il 1656?
I primi inventari chiamavano il dipinto La Familia («La famiglia»). Fu danneggiato nell’incendio del 1734 che distrusse l’Alcázar e restaurato dal pittore di corte Juan García de Miranda, che ridipinse quasi interamente la guancia sinistra dell’infanta. La tela è stata inoltre ridotta sia a sinistra sia a destra. (Wikipedia)
Rimase nella collezione reale, passando al nuovo Palazzo Reale di Madrid, ed entrò al Museo del Prado quando il museo fu fondato, nel 1819. Il catalogo del Prado lo chiamò per la prima volta Las Meninas nel 1843. Per dimensioni, importanza e valore, il dipinto non viene prestato per le mostre. (Wikipedia)
Perché Las Meninas è così famoso?
Il Prado definisce la stanza uno degli spazi più credibili mai dipinti nell’arte occidentale, e il quadro un passo decisivo verso l’illusionismo, in cui Velázquez va oltre la somiglianza per suggerire la vita stessa. Da Palomino in poi non ha mai perso lo status di capolavoro, e pochi dipinti hanno suscitato interpretazioni così numerose e così diverse. (Museo Nacional del Prado)
Da allora gli artisti non hanno smesso di rispondergli. Il pittore italiano Luca Giordano lo definì la «teologia della pittura», Francisco Goya ne trasse un’acquaforte nel 1778 e, tra agosto e dicembre del 1957, Pablo Picasso dipinse 58 interpretazioni del quadro e delle sue figure, che oggi occupano una sala del Museu Picasso di Barcellona. (Wikipedia)
Il dipinto collega la stanza visibile allo spazio davanti a essa. La tela nascosta, lo specchio e gli sguardi rivolti all’esterno mantengono incerta la nostra posizione. Guardiamo la corte, sentendo al tempo stesso che potremmo essere entrati nel suo campo visivo.
I dettagli a colpo d'occhio
Fonti e approfondimenti
- Las Meninas — Museo Nacional del Prado
- Biografia dell’artista: Diego Velázquez (Wikipedia, in inglese)
- Las Meninas (Wikipedia, in inglese)