Modalità racconto
L’Angelus
Due lavoratori interrompono la raccolta delle patate per recitare l’Angelus.
- Il lavoro si ferma. La campana ha suonato.
- Lei giunge le mani. Lui tiene il cappello.
- Tra loro, una cesta di patate.
- In lontananza, un campanile minuscolo. La campana è lì.
- Millet lo ricordava dall'infanzia: la famiglia che smetteva di lavorare al suono della campana per pregare.
- Dalí ne era ossessionato. In quella cesta vedeva la bara di un bambino.
L’Angelus è un dipinto di Jean-François Millet, realizzato tra il 1857 e il 1859, che mostra un uomo e una donna che, nella luce della sera, hanno interrotto la raccolta delle patate per recitare la preghiera dell’Angelus; appartiene al Musée d'Orsay di Parigi.
Che cosa mostra L’Angelus?
Millet dipinse questa pausa tra il 1857 e il 1859. Un uomo e una donna interrompono la raccolta delle patate per recitare l’Angelus, preghiera cattolica che ricorda l’Annunciazione.
L’uomo a sinistra tiene il cappello davanti a sé. La donna a destra congiunge le mani e china il capo. I volti restano in ombra, quindi sono i gesti a sostenere la scena.
Perché alcuni trovano sinistro L’Angelus?
A sinistra c’è una forca per raccogliere patate; tra i piedi riposa un cesto di patate. Dietro la donna, alcuni sacchi sono sulla carriola. Questi oggetti collegano la preghiera al lavoro fisico.
Un minuscolo campanile sorge all’orizzonte, a destra. Collega il campo alla campana lontana che segna l’ora della preghiera, benché non sia raffigurata una funzione religiosa.
Gran parte dell’inquietudine viene da Salvador Dalí. Nel giugno 1932, scrisse, l’immagine dell’Angelus gli apparve all’improvviso nella mente, e lui ci costruì attorno un intero libro. Quando finalmente uscì, nel 1963, conteneva una radiografia eseguita dal Louvre su sua richiesta, che mostrava una forma scura nel terreno ai piedi della coppia. Dalí sosteneva che fosse la bara di un figlio morto, poi coperta da Millet con la pittura; resta una sua lettura. Anche un ricordo dello stesso Millet getta un’ombra: sua nonna fermava il lavoro della famiglia per recitare la preghiera per i poveri defunti. (The Dalí Museum)
Come compose Millet L’Angelus?
La calda luce serale si stende nel cielo dietro le figure scure. La terra bruna riempie il primo piano. L’orizzonte basso fa apparire alti i due lavoratori davanti a quell’ampia distesa luminosa.
Nel 1865 Millet ricordò un’abitudine d’infanzia: la famiglia fermava il lavoro nei campi al suono della campana per recitare l’Angelus. Il quadro nasce da quel ricordo della preghiera durante una giornata comune.
Che fine fece L’Angelus dopo che Millet lo dipinse?
Il dipinto a olio misura solo 55,5 per 66 centimetri, ma i lavoratori appaiono monumentali. Millet dedica alla vita rurale l’attenzione costante del realismo e dei pittori di Barbizon.
Cominciò come un’ordinazione che nessuno ritirò: la Fondation Napoléon ricorda che Thomas Gold Appleton, un americano di passaggio a Parigi, la commissionò e non tornò mai a prenderla. Tre decenni dopo era una causa nazionale. Il Musée d'Orsay racconta che, quando il Louvre tentò di acquistarla nel 1889, scatenò un’incredibile ondata di fervore patriottico. Salvador Dalí la venerava, un folle la squarciò nel 1932 e nel corso del Novecento la piccola tela divenne un’icona famosa in tutto il mondo. (Museo d'Orsay)
Il quadro è al Musée d’Orsay, inventario RF 1877, dal lascito di Alfred Chauchard accettato nel 1910. Torniamo alle teste chine e agli attrezzi in attesa: il lavoro si è fermato, le persone restano al centro.
I dettagli a colpo d'occhio
Fonti e approfondimenti
- L’Angelus — Museo d'Orsay
- Biografia dell’artista: Jean-François Millet (Wikipedia, in inglese)
- L’Angelus (Wikipedia, in inglese)