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La caduta degli angeli ribelli

Pieter Bruegel il Vecchio · 1562 · Olio su tavola di quercia · 117 × 162 cm · Musei reali delle belle arti del Belgio

Bruegel trasforma la caduta degli angeli ribelli in una fitta tempesta di san Michele, spiriti sconfitti e creature ibride.

La caduta degli angeli ribelli di Pieter Bruegel il Vecchio: sotto un cielo luminoso dove gli angeli suonano le trombe, San Michele in armatura dorata, con uno scudo crociato rosso, sta al centro sopra un drago a sette teste, mentre gli angeli ribelli precipitano in una fitta massa di mostri ibridi fatti di pesci, conchiglie, insetti, ali e armature.
La caduta degli angeli ribelli, Pieter Bruegel il Vecchio, 1562. Wikimedia Commons / Google Art Project · Pieter Bruegel il Vecchio · La caduta degli angeli ribelli · 1562 · Royal Museums of Fine Arts of Belgium (inv. 584) · Pubblico dominio
  1. Angeli cadono dal cielo. Mentre precipitano, diventano mostri.
  2. San Michele, in armatura, tiene il centro luminoso.
  3. Pesci. Insetti. Cose senza nome. Ecco cosa diventa la ribellione.
  4. Sono fatti di cose vere: ali di farfalla, un pesce palla, il guscio di un armadillo.
  5. A sinistra, un angelo bianco fende la folla.
  6. Un tempo lo si credeva un Bosch. Nel 1898 spunta la firma di Bruegel, nascosta dalla cornice.

La caduta degli angeli ribelli è un dipinto a olio su tavola di quercia di Pieter Bruegel il Vecchio, del 1562, in cui San Michele e gli angeli fedeli cacciano dal cielo gli angeli ribelli mentre questi si trasformano in mostri ibridi; appartiene ai Musei reali delle belle arti del Belgio, a Bruxelles.

Che cosa mostra La caduta degli angeli ribelli?

Bruegel trasforma la caduta degli angeli ribelli in un’affollata battaglia cosmica. San Michele e gli angeli fedeli affrontano uno sciame di corpi deformati e creature strane. Il cielo sembra riversarsi in un mondo dove nulla conserva una forma stabile.

Dipinta su tavola di quercia nel 1562, l’opera appartiene ai Musei reali delle Belle Arti del Belgio, a Bruxelles. L’ampia superficie permette a Bruegel di costruire un conflitto immenso attraverso innumerevoli piccoli scontri.

Perché gli angeli di Bruegel diventano mostri?

A colpire è la densità. Ali, conchiglie, squame di pesce, volti e arti si scontrano in combinazioni impossibili. Gli esseri sconfitti sembrano perdere la propria identità mentre cadono, facendo apparire la ribellione come un crollo del mondo naturale.

Questi mostri premiano anche l’osservazione attenta. Forme animali riconoscibili compaiono dentro corpi sconosciuti. Bruegel porta la curiosità per la natura in una scena religiosa, rendendo difficile separare conoscenza e paura.

Guardate da vicino: i mostri sono fatti di cose reali. I Musei reali delle belle arti del Belgio indicano le ali nere e gialle di una farfalla macaone sotto il piede destro di Michele, un pesce palla in alto a destra e il guscio di un armadillo, un animale del Nuovo Mondo, che si indurisce in un’armatura di metallo mentre precipita nell’ombra. Un angelo caduto indossa perfino come corazza una meridiana portatile d’avorio. Il museo paragona il quadro a una camera delle meraviglie, dove i collezionisti accostavano naturalia, cose fatte dalla natura, e artificialia, cose fatte dall’uomo. L’inferno di Bruegel è allestito come la stanza di un collezionista. (Royal Museums of Fine Arts of Belgium on Google Arts & Culture)

Come compose Bruegel la battaglia?

San Michele dà un asse alla battaglia. La sua armatura e la postura eretta restano riconoscibili in mezzo alla confusione. Attorno a lui, lo sguardo incontra creature che possono apparire comiche, grottesche e inquietanti allo stesso tempo.

Il contrasto tra lo spazio superiore più luminoso e il mondo inferiore affollato dà una direzione alla caduta. Eppure nessun percorso unico guida lo sguardo attraverso il dipinto: un’altra ala, una mascella o un volto continuano a interrompere il viaggio.

Che cosa accadde al dipinto dopo il 1562?

Anche il più piccolo ibrido appartiene al dramma complessivo. Alcuni suoi tratti sembrano familiari, ma nessuna creatura reale potrebbe avere quella combinazione di parti. Guardare da vicino diventa un modo per sperimentare l’instabilità delle forme che riempiono il dipinto.

Per lungo tempo il quadro perse il nome del suo pittore. I Musei reali lo acquistarono nel 1846 credendolo opera del figlio di Bruegel, Pieter Brueghel il Giovane, e per un periodo fu attribuito a Hieronymus Bosch. Solo nel 1898 si scoprirono la data e la firma, MDLXII / BRVEGEL, in basso a sinistra, nascoste dalla cornice. Il museo vi legge anche un avvertimento: nel 1562 il cardinale Granvelle era impegnato in una lotta di potere con nobili locali come Guglielmo d’Orange e, dopo la crisi iconoclasta del 1566, afferma, il monito contro la superbia divenne una realtà dolorosa. (Royal Museums of Fine Arts of Belgium on Google Arts & Culture)

Bruegel tiene insieme questa abbondanza attraverso la composizione. La battaglia sembra caotica, ma ogni creatura occupa un posto deliberato nel quadro. Ogni nuovo sguardo rivela come forme disposte con cura rendano così viva questa battaglia fantastica.

I dettagli a colpo d'occhio

  1. Angeli cadono dal cielo. Mentre precipitano, diventano mostri.
  2. San Michele, in armatura, tiene il centro luminoso.
  3. Pesci. Insetti. Cose senza nome. Ecco cosa diventa la ribellione.
  4. Sono fatti di cose vere: ali di farfalla, un pesce palla, il guscio di un armadillo.
  5. A sinistra, un angelo bianco fende la folla.
  6. Un tempo lo si credeva un Bosch. Nel 1898 spunta la firma di Bruegel, nascosta dalla cornice.

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